TAPPA 2

(Rifugio Pian Grand - Capanna Buffalora)

Sono le 4:30, troppo presto, mi raggomitolo. Sono le 4:40, ancora troppo presto, mi ri-raggomitolo. Sono le 4:50, ancora troppo troppo presto, mi stufo. Sveglio la mia compagna di avventure con dieci minuti di anticipo e, senza imprecazioni di sorta, spostiamo tutti i nostri modesti averi nel reparto gastronomia cercando di limitare il rumore per non svegliare gli altri.

Muoviamo i nostri corpi in un buio pesto che viene infranto dalle nostre torce frontali. Il silenzio è quasi assordante se non fosse per i nostri passi felpati interrotti dal profondo russare dell'Inglese, ho l'impressione che stia respirando sott'acqua producendo le bollicine.

Il mondo al di fuori del rifugio è immerso nell'ombra e solo una delicatissima aurea chiara di un blu meno oscuro si espande timidamente oltre le creste delle montagne orientali. La restante parte dell'ambiente è senza forma, colore o dimensione alcuna.

Sul tavolo compare un sacchetto di biscotti al cioccolato e Nutella (portati da casa) mentre l'acqua per il caffè si scalda sul fornello a butano. Appesa sulle nostre teste vi è una piccola lanterna con un rimasuglio di una rossa candela dalla tinta color lampone, la accendiamo per creare un'atmosfera romantica; le torce frontali non sono famose per questa caratteristica.

Usciamo, l'aria è fresca non fredda come immaginavamo, umida e profumata di erba bagnata.

L'orizzonte, col passare dei minuti, ha assunto tinte pastello più calde e delicate come petali di una rosa antica. Siamo immersi in un'atmosfera magica, sognante. Ammiriamo la luce irradiata dall'alba oramai imminente mentre dona forme, colori e dimensioni all'ambiente circostante.

© 2020 by  Bertolini Mauro  www.bmphoto.it

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